La morte dell’ego: mito o realtà ?-The death of Ego, myth or reality ?

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Buon pomeriggio a tutti. Riprendiamo il discorso di ieri.

I maestri di ogni tempo sono sempre arrivati a conclusioni simili, pur partendo da motivi karmici differenti: prendiamo il Buddha per esempio. Egli arrivò a dissezionare talmente dentro di sè l’attimo da poter affermare prima e portare poi alle sue cellule l’impermanenza.

L’impermanenza di per sè è l’affermazione della vacuità del contenuto mentale. Come affermavo ieri, la mente di per sè non ha contenuto. Essa è solamente un disco rigido nel quali scriviamo dei programmi che ci servono per la nostra sopravvivenza.La nostra essità, la nostra essenza è senza alcuna definizione. Ogni definizione risulta essere una limitazione se ci identifichiamo nel gioco che essa comporta.

Per usare una metafora dei giorni nostri, la “manutenzione” della mente è importante, per il fatto che solamente se ne svuotiamo il contenuto, possiamo avere un sistema operativo che risulti utile.

Tutto il discorso fatto relativo alla mente, che altri chiamano l’ego, ovvero il senso dell’individualità è però da chiarire. La mente di per sè come dicevamo ieri, è un utile strumento, come il corpo: essi sono l’effigie fisca e la mente appunto, che è il sistema di memoria/operativo/analitico che occorre alla nostra anima per fare esperienza nel piano fisico della manifestazione terrestre.

“Uccidere l’ego”, si legge in alcune parti: l’ego. In verità senza ego non si sopravvive in questa dimensione fisica. L’ego è funzionale al mantenimento dell’individualità. Altra cosa è l’asservimento all’ego. Ovverossia la focalizzazione dell’intento all’esclusivo raggiungimento della sodisfazione dei bisogni naturali inferiori. Al contrario, come affermano I Maestri, se ogni parte interdimensionale di noi si integrasse dentro il corpo fisico, davvero sarebbe la fine dell’individualità tridimensionale. Il corpo si espanderebbe in luce ed in essa si fonderebbe.

Tornando alle forme di pensiero, principalmente sono due le forme che sono al servizio dell’uomo per fare la sua esperienza di trascendenza nel piano fisico. Il potere e il sesso. Entrambe le forme costituiscono delle potenti egregore che vanno trasmutate nel processo di evoluzione individuale.

Ambedue sono legate al senso di paura: la prima ad esempio è relativa in generale alla paura del domani e alla perdita del controllo. L’accumulo della ricchezza, che è una specificazione della forma pensiero del controllo è la risposta della mente alla paura riguardo alla sicurezza per il domani, ed ha origine nella raccolta agricola estiva per il periodo invernale, portata, ovviamente, ad un estremo parossistico.

L’osservazione del contenuto mentale, dunque, risulta uno strumento utile alla evoluzione individuale, in quanto mette in luce gli inganni della mente, delle sue strategie di sopravvivenza, e di come si possa trascendere il karma individuale, familiare, e collettivo, con la osservazione di se stessi.

Nel nocciolo di sè, non c’è attributo, non c’è definizione, non c’è dualità, se non il misterioso dualismo tra quel minimo di individualità che ci serve per identificarci come parte del tutto e il tutto stesso, che si esprime attraverso di noi. E’ questa la seconda legge della Creazione. Ma questo di questo tratteremo la prossima volta.

Spero di avervi dato modo di viaggiare con me anche oggi, come ieri.

Au revoir !!

Karuna

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Good afternoon, everyone. Let’s continue our talk yesterday.

The masters of all times have always come to similar conclusions, by starting different karmic reasons: we take the Buddha for example. He came to dissect so within himself the moment he could say first and then move to his cell impermanence.

The impermanence of itself is the affirmation of the emptiness of mental content. As I stated yesterday, the mind itself has no content. It is just a hard disk in which we write programs that we need for our survival. our essity, our essence is without any definition. Each definition turns out to be a limitation if we identify in the game that it entails.

To use a metaphor of our times, the maintenance” of the mind is important, if only for the fact that he emptied the contents, we can have an operating system that is useful.

All the speech made on the mind, which others call the ego, or the sense of individuality is, however, unclear. The mind itself as we said yesterday, it is a useful tool, as the body: they are the effigy fisic and mind in fact, that is the memory system / operational / analytical that it is necessary to our soul to gain experience in the physical plane the earthly manifestation.

“Killing the ego,” reads in parts: the ego. In truth without ego you do not survive in this physical dimension. The ego serves to maintain individuality. Another thing is the enslavement to the ego. the exclusive focus of the intent of achieving satisfaction to the needs of natural inferior. On the contrary, as stated by the Masters, if any part of interdimensional we would integrate into the physical body, really would be the end of individuality three-dimensional. The body would expand in light and in it was based.

Returning to the forms of thought, mainly there are two forms that are at the service of man to do his own experience of transcendence in the physical plane. The power and sex. Both forms are powerful cores that are transmuted in the process of individual evolution.

Both are linked to the sense of fear: the first example relates in general to the fear of tomorrow, and the loss of control. The accumulation of wealth, which is a specification of the form of thought control is the answer to the fear of mind about the security for the future, and has its origins in the agricultural harvest summer to winter time, flow rate, of course, to an extreme paroxysmal.

The observation of the mental content, therefore, is a useful tool for individual evolution, as it sheds light on the deceptions of the mind, its survival strategies, and how we can transcend karma individual, family, and community, with the observation of oneself.

In the core of himself, there is no attribute, there is no definition, there is no duality, if not the mysterious dualism between the minimum of individuality that we need to identify ourselves as part of the whole and the whole itself, which is expressed through us. And ‘This is the second law of Creation. But of this we will discuss this next time.

I hope you have a way to travel with me today, as yesterday.

Au revoir !!

Karuna

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